da kwmusica.kataweb.it: The Vines, al diavolo il mondo intero (17.03.04)

 

Esuberanti, aggressivi, irresistibili. Lo dicono un milione e mezzo di copie vendute di Highly Evolved, il folgorante album con il quale hanno esordito nel 2002, e lo ribadiscono le decine e decine di concerti che da quel momento in poi hanno tenuto in tutto il mondo. Un fenomeno mediatico, gli australiani Vines: non si contano davvero più le copertine che il quartetto di Sydney ha conquistato negli ultimi due anni, gli award che ha messo in bacheca e le apparizioni tv che hanno lasciato il segno. Sugli arredi degli studi televisivi come nella memoria dei fan.

Più che comprensibile, allora, che la registrazione di Winning Days, il loro attesissimo secondo capitolo discografico, sia stata per il lunatico Craig Nicholls e compagni un'eccellente occasione per fare mezzo passo indietro, per uscire dal fascio dei riflettori e godere almeno per qualche settimana della rigenerante quiete e tranquillità dei boschi intorno a Woodstock.

"Fosse dipeso soltanto da noi - spiega il batterista Amish Rosser -, avremmo optato per uno studio australiano, anche per venire incontro alle esigenze familiari di Rob Schnapf, il nostro produttore. I Bearsville Studios di Woodstock si sono comunque rivelati il miglior compromesso tra quanti volevano tornare a registrare a Los Angeles e chi invece proponeva l'Australia. Il luogo era perfetto per raccogliere le idee e concentrarsi sulle nuove canzoni e poi da quegli studi creati nel '76 dal manager di Bob Dylan sono usciti dischi che hanno fatto la storia del rock, da quelli della Band fino a Grace di Jeff Buckley".

Lavorare in sala di registrazione del resto è il dichiarato hobby dei Vines, che almeno fino a qualche tempo fa confessavano di non amare molto l'attività on stage.
Bè, dopo due anni di concerti quasi senza soluzione di continuità direi che il gruppo è molto meno teso di una volta quando deve affrontare una platea. A essere sincero, io mi sento molto più a mio agio su un palco che in sala di registrazione, dove non è che abbia un granché da fare: il mio lavoro in questo disco, per esempio, l'ho sbrigato in un paio di settimane e poi non sapevo più come far passare il tempo…

Immagino: quando uno s'è ormai abituato a sostenere l'assedio costante dei media…
Più che altri è Craig ad avere quel problema.

Già, e a dar retta a certi racconti, non è certo uno capace di molto fair play.
Lui è fatto così. E' un ragazzo molto istintivo e a volte non riesce proprio a nascondere la sua irritazione se qualcuno invade la sua privacy.

E' stato dipinto anche come una specie di dittatore nei Vines.
Un dittatore? Mi sembra davvero esagerato. Certo, lui è quello che scrive le canzoni ed è ovvio che la sua opinione alla fine pesi di più quando si tratta di prendere delle decisioni, ma nessuno di noi ha mai avuto la sensazione di essere dominato.

Di certo è un vincente: lo dice anche il titolo del vostro nuovo album.
Se guardiamo ai fatti, direi proprio di sì. La canzone che intitola il disco però ha molto più a che fare con il passato che con il presente. In effetti Craig l'ha scritta molto tempo fa e il testo parla di quanto ci si può sentire profondamente diversi in questo o in quel momento della vita.

Perché concludete il disco con un titolo come Fuck The World?
Perché Craig non poteva proprio fare a meno di lanciare qualche invettiva… Quello è anche il brano che teniamo per ultimo nei nostri concerti. E' la nostra risposta a chi reclama i bis. A quel punto siamo veramente esausti e non riusciremmo proprio a essere più gentili di così…

C'è un concerto tra le dozzine che avete fatto negli ultimi due anni che ricordate più volentieri degli altri?
Forse i due minuti che abbiamo suonato per la consegna degli MTV Awards a New York: è stato tutto così frenetico e assurdo. Siamo arrivati solo all'ultimo momento, dopo aver provato il nostro set per tutto il giorno. Quasi non ci siamo resi conto di quel che succedeva: c'era gente che urlava e saltava dappertutto…

Avete tenuto in serbo qualche data in Italia nel vostro prossimo tour?
Il programma non è ancora definito nei dettagli, ma contiamo senz'altro di venirci. Magari per un festival la prossima estate.

 

(di Elio Bussolino, preso da www.kwmusica.kataweb.it )

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